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Quando le giornate si “allungano” e la luce solare ci tiene compagnia fino a quasi le 21:00, ci si ritrova con l’ agenda piena di eventi “celesti”.
La luna che sorge a sud rossa e gigantesca, gli sciami meteorici che ci regalano le scie delle stelle cadenti; marte, giove e saturno che si danno il cambio nella volta notturna e tanto altro…
Ci sono eventi, invece, un tantino meno frequenti e che richiamano la sorpresa dell’ osservatore così come accadeva nell’ antichità mitologica:
Le eclissi.

Dunque, può capitare che la nostra casa Terra si metta di mezzo tra Sole e Luna con la sua silhouette e copra per qualche ora la tintarella solare del nostro satellite.
Può accadere in maniera parziale (il cono d’ ombra non copre tutta la luna) o in maniera totale (oscurando così del tutto la Luna), ma in entrambi i casi il risultato è straordinario.

Nonostante conosciamo tutto a proposito delle eclissi, esse non mancano di evocare lo stesso fascino di smarrimento che nell’antichità rapiva lo sguardo e i cuori degli osservatori tra oracoli, sciamani, sacerdotesse e àuguri che divinavano da eventi simili grandi sconvolgimenti.
(provate ad immaginarlo in questo momento storico…)

Insomma che leggiate o meno, in un evento simile, un augurio o un presagio, se volete fotografare la luna che cambierà “forma” e colore ci sono alcune piccole attenzioni da seguire:

  • Teleobiettivo e Treppiedi: il primo è fondamentale per avvicinarsi quanto più possibile al soggetto (una distanza focale da 200mm a salire montato su di un sensore APS-C, sarebbe l’ ideale), il secondo invece è necessario per stabilizzare i micro movimenti del teleobiettivo a zoom pieno.
  • Tempi di scatti abbastanza veloci per ridurre al minimo il rischio di micromosso ed un diaframma mediamente chiuso (da f4 a f11, per evitare sfocature ai margini e un contrasto leggermente più netto) uniti ad un ISO quanto più basso possibile per evitare che in postproduzione, schiarendo l’ immagine, saltino fuori hotpixels e rumore digitale
  • Armarsi di pazienza e stare attenti, grazie al display, che nonostante la foto complessivamente buia, la luna non sia sovraesposta e quindi difficile da postprodurre in un secondo momento.
  • Badare alla messa a fuoco in maniera accurata, nonostante l’ oggetto posto ad “infinito” non sempre gli obiettivi riescono, attraverso la messa a fuoco automatica ad agganciare il soggetto in maniera affidabile. Per cui, usate lo zoom digitale dal display della camera e mettete a fuoco manualmente una volta che i contrasti vi soddisfano.
  • Ove possibile, scattare in formato RAW per ottenere files con quante più informazioni possibili, di modo che in fase di postproduzione possiate gestire al meglio i contrasti, le luci e la nitidezza dell’ immagine.

Ora dovreste essere pronti per catturare il nostro satellite in diverse occasioni, per cui non mi resta che salutarvi con le parole di chi la Luna l’ ha fotografata senza bisogno di nessuna macchina

Sorgi la sera, e vai,

Contemplando i deserti; indi ti posi.

Ancor non sei tu paga

Di riandare i sempiterni calli?

Giacomo Leopardi,
Canto notturno di un pastore errante dell’Asia, 1831

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