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Una delle parole più usate degli ultimi tre mesi è proprio questa.
Preoccupante, ansiogena, distaccata, silenziosa, traboccante di nostalgia e che travolge senza appello. Senza scendere nel dettaglio clinico delle conseguenze dovute a questo brutto trimestre alle nostre spalle, quello che il mondo intero, forse per la prima volta nella storia, ha percepito è stato di “rallentare” e a fin di bene.
Ma al di la delle percezioni generali, cosa è stato per noi fotografi l’ isolamento? È stato un bene per il nostro lavoro? È stato un male per le nostre foto?
Se pensiamo strettamente al settore commerciale del wedding la perdita è stata impareggiabile, questo è sotto gli occhi di tutti; isolamento ha significato una bocciatura in tronco di tutti i progetti d’ investimento dopo la stagione matrimoniale.
Ma voglio allargare il quadro ad uno sguardo più globale e osservare come l’ evoluzione della comunicazione fotografica abbia fatto passi incredibilmente lunghi, così lunghi da fare da ponte tra continenti.
E’ il caso di Peter McKinnon uno dei fotografi/filmmaker più conosciuti del mondo, il quale attraverso Twitter, Instragram e Youtube ha creato una rete di confronto critico e distribuzione emozionale attraverso la fotografia, in forma di contest. Esattamente, un contest dove ogni fotografo, da ogni parte del mondo avrebbe creato una immagine tematica a settimana interpretando uno stato d’ animo tra le mura domestiche e non solo.

Kodama


Il primo di questi contest è stato proprio “Isolation” (Isolamento) che ha scatenato uno 津波 (tsunami) fotografico di sensazioni, ironia, meditazione, ansia, distacco a seguito del primissimo Lockdown mondiale. Il fenomeno è continuato con altri temi e con altrettante risposte da ogni angolo del globo e con altrettante risposte da parte del Fotografo, il quale commentava le foto più curiose e interessanti dal suo canale youtube.
Personalmente ho contribuito alla creazione di contenuti emozionali in “Isolamento” in coda a questa bellissima iniziativa e ho continuato non solo attraverso la fotografia (ma di questo parleremo più in la) per esprimere quanto sia, in realtà, facile raccontare della palazzina di fronte, dell’ aloe sul balcone o del geranio che aspettava il primo sole primaverile e svincolarsi dai pesi della quarantena forzata.

Per cui, posso dire che questo Isolamento è stato un periodo di semplificazione e di ricerca di sintesi molto ispirante, da cui sono arrivato a concentrare forze e idee per creare questo sito. Almeno, se non possiamo lavorare investiamo sulle idee e sulla creatività!

E per voi?

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2 comments on “Isolamento?”

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