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Sulle tracce delle Stelle

Tutto quello che serve per una caccia astronomica

San Lorenzo, io lo so perché tanto

di stelle per l’aria tranquilla

arde e cade, perché si gran pianto

nel concavo cielo sfavilla.

X agosto (San Lorenzo) – Giovanni Pascoli, 1867

Le “Lacrime di San Lorenzo”, ovvero lo sciame meteorico delle Perseidi, sono un fenomeno astronomico ben risaputo e, tralasciando l’ origine pagana della festa (celebrazione priapica raffigurata attraverso la pioggia di stelle che fecondavano la terra), sono solo uno dei tanti fenomeni “siderali” che investono la nostra volta celeste!

Il calendario cattolico la fa ricadere il 10 agosto, giorno del martirio del santo, per una assonanza nominale con la festa romana intitolata ad Acca Larenzia, ma astronomicamente il picco di concentrazione visibile ad occhio nudo è, in realtà, ogni anno diverso.

Quest’ anno, il periodo di tempo migliore per osservare le Perseidi in tutto il loro splendore, è stato tra i giorni 11 e 13 agosto (ciò non toglie che possiate aver visto diverse stelle cadenti anche nei giorni prossimi a questa data) e quindi ho deciso di provare ad immortalare lo spettacolo, ma non solo…

Per prima cosa: Location.

Uno dei primissimi ostacoli alla nostra astrofotografia è l’ inquinamento luminoso. In poche parole quello strato lattiginoso e opaco che sovrasta ogni insediamento cittadino che aumenta o diminuisce a seconda della grandezza dell’ insediamento, dello smog cittadino o dell’ umidità dell’ aria.
Per cui, aiutandoci con Google Maps e qualche riferimento di immagine potremo trovare un luogo abbastanza lontano dall’illuminazione cittadina affinchè i margini dei nostri scatti non risultino troppo sovraesposti.

Lago Matese e Monti del Matese

La mia scelta è ricaduta quasi istantaneamente sui monti del Matese, in primo luogo per la conoscenza pregressa della zona e, in secondo luogo, per la presenza di diversi rifugi isolati che avrebbero potuto fare al caso mio.

Secondo: Strumentazione

Ci sarebbe molto da dire in merito, ma voglio essere sintentico:
Non è importante la macchina fotografica, ma più relativamente l’ obiettivo che si usa, per un semplice motivo:

La regola del 600!
In questo modo, fotografare il cielo notturno sarà facile con quasi tutta la vostra strumentazione.
Io ho scelto un 24mm Sigma Art f 1.4 sulla mia Nikon D750 per avere una focale quanto più luminosa possibile dopo aver messo a fuoco all’ infinito.

Obbligatori sono invece:

  • Treppiedi (quanto più stabile possibile)
  • Un app di Sky Scanning (per esempio Star Chart con cui mi trovo straordinariamente bene)
  • Torce
  • Telecomando o controllo remoto per la fotocamera

Una volta che avremmo posto la fotocamera in maniera stabile sul treppiedi e avremmo identificato la posizione dello sciame meteorico, ce l’ avremo quasi fatta.

Terzo: Lo scatto

Quella che faremo (leggendo sopra nella regola del 600) è una lunga esposizione, ovvero uno scatto “rallentato” in cui l’ otturatore della fotocamera rimarrà aperto scoprendo il sensore, il quale catturerà tutta la luce che può nel lasso di tempo che abbiamo impostato dai controlli della fotocamera.

Stelle Cadenti su Via Lattea.

L’ effetto potrebbe risultare deludente all’inizio poichè potremo trovare imperfezioni o sfocature dovute alle opzioni da inserire praticamente alla cieca, per cui non vi arrendete! Armatevi di torcia e continuate fino a che sul vostro display non apparirà l’ immagine di un cielo stellato che normalmente non riuscireste a vedere ad occhio nudo.


Quarto (Bonus): La via Lattea.

Se seguirete le indicazioni della vostra app di Sky Scanning potrete riuscire a trovare un braccio della nostra Galassia preferita, ammesso che la location sia generosa nel panorama.
Nel caso vi venga voglia di immortalarla insieme alla pioggia di Stelle Cadenti, non vi perdete d’ animo e continuate a scattare!

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