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Leonesse, Leoni e Vesuvio

settembre 2000.
Sono passati 20 anni dalla prima volta che ho messo piede su di un campo da Rugby, un campo in terra nera all’ ombra del Vesuvio.
Un sogno per me, che avevo atteso anni la rifondazione di una squadra in città, dopo aver ascoltato mio padre parlarne in continuazione… La stessa squadra, ovviamente 25 anni prima (su per giù).

Rugby Lions Torre del Greco, rifondata poi, attorno alla fine degli anni ’90 come “Amatori Rugby Torre del Greco” militava in una serie C corsara con altre 7-8 squadre campane e dalle regioni limitrofe.
Un’ avventura!
nel 2004, poi il brivido della serie B, sfumato dopo due anni
nel 2007, l’ addio alla terra vesuviana per l’ erba sintetica sullo stadio Comunale di Torre del Greco.
La serie di Playoff sfumati ,di nuovo, per la serie B.
Le nuove leve in arrivo, il boom di iscritti…
…e infine la triste realtà: Per ragioni di cattiva amministrazione cittadina e di gestione dalla parte della squadra di calcio locale, la squadra doveva trovare una nuova “casa”.

Non tutto il male, però andava per nuocere…

Tutto ciò che è all’ ombra del Vesuvio è il nostro regno

Leonesse Rugby vs Frascati

Il cambiamento era nell’aria, così come nel grande mondo dello sport ovale in cui si stava finalmente dando il meritato spazio ai campionati femminili. L’ evoluzione era attesissima e l’ Amatori Rugby Lions Torre non era stata li con le mani in mano.
Già da qualche anno, infatti, si era creato spontaneamente un nucleo di atlete pronte ad affrontare l’ imminente inserimento nello sport agonistico e il trasferimento della società lontano dalle proprie radici.
Le “Leonesse” fanno subito timore e iniziano con una serie di risultati eccellenti la loro presentazione nel rugby nazionale, guadagnandosi con sudore, sforzi, fatica e determinazione la massima serie appena qualche anno dopo.

È il 2018 e le Leonesse partecipano per la prima volta al campionato di Rugby femminile di Serie A, portando così la nuova casa all’ombra del Vesuvio agli onori delle arene di Rugby Nazionale.

Fotografare tutto quello più alto d’ un filo d’ erba.

La fotografia sportiva, per me, è un hobby legato a doppio filo con lo sport in cui sono cresciuto ed è stato bellissimo trasformare quel famoso detto “placcare qualsiasi cosa si più alta di un filo d’ erba” nel suo corrispettivo fotografico.
È soddisfacente trovare il fuoco giusto al momento giusto e, al contempo, cercare di catturare un movimento drammatico direttamente nel campo visivo della macchina.

Matisse, La danza – Sudore su Terra


Lo scatto si trasforma in una corsa contro quei pochi secondi che intercorrono tra l’ azione e la sua conclusione!
Per non parlare del richiamo istintivo di chi, come me, ricerca dei riferimenti istintivi nel mondo dell’ arte visiva…


Ora capite?
Mi sembra scontato, alla luce di tutto ciò, aver scelto di seguire le Leonesse nella loro avventura fatta di trasferte per tutta Italia e di assedi alle falde del Vesuvio.

Caravaggio al Vesuvio

Che poi, se vogliamo dirla proprio tutta…
Che si sita a bordo campo, che si stia sugli spalti, sulla panchina o in campo in un modo o nell’ altro ci si incontrerà, ci si scontrerà, ci si sgolerà, ci si abbraccerà…
Prima da avversari e poi davanti a una birra gelata.

Post scriptum:

se volete vedere la galleria completa dell’ incontro Leonesse Torre del Greco – Api Bisceglie basta cliccare:

QUI

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One comment on “Leonesse, Leoni e Vesuvio”

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