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Il fantasma del natale futuro

Il fantasma dei Natali futuri

Ce l’ abbiamo quasi fatta.
Quasi.
Mancano solo 8 giorni per archiviare questo Annus Horribilis.
Promesse? Propositi? Confronti?

Di sicuro tutte queste domande, come ogni fine anno, saranno esaudite tirando le dovute somme. Quello però su cui mi preme insistere è il confronto: non tra partenza e arrivo; bensì tra spazio e spazio attorno a noi… E voglio farlo attraverso un elemento imprescindibile per noi fotografi: La postproduzione.

Da quando (a inizio 2000) la fotografia digitale ha cambiato radicalmente il modo di osservare la realtà e l’ immaginario fotografabile, si è aperta una trincea tra puristi e innovatori che, a distanza di quasi 20 anni, ancora si protrae tra community ed eventi. Addirittura coinvolgendo gli scatti di fotografi celebri come Steve McCurry, Annie Liebovitz fino a Liam Wong.
Il confronto è semplice: qual è la realtà migliore quella artefatta da software digitali o quella nature dello scatto intatto?
E tornando alla nostra domanda originaria qual è il modo migliore per raccontare al meglio come cambia lo spazio attorno a noi?
Non esiste una risposta unica, ed ogni narrazione, soprattutto in momento di solitudine accentuata come quello che abbiamo attraversato tutto noi (professionisti dell’ immagine e non ), è estremamente soggettiva.

Scatto di Natale


Io, per esempio, sulla scia di questo progetto che sicuramente ricorderete benissimo, ho provato a raccontare il mutamento della piazza centrale della mia città per immagini, stavolta, in movimento.

Speed Editing Synth croce

La mia idea è stata quella di raccontare tutto, anche il processo creativo che mi ha portato all’ immagine finale. Immagine che a sua volta prende parte al progetto più grande di raccontare un mutamento a partire da un angolo di strada.

Filtri, pennelli e timbri sotto l’ albero

Synth Natale 2020

Come avrete notato, la via della postproduzione, per quello che avevo da raccontare ha meglio servito il mio scopo per poter rendere al meglio le atmosfere che avevo in mente (di cui potrete leggere una descrizione nell’ articolo precedente).
Più in generale, post produrre una foto è un percorso quasi obbligatorio sin da quando esiste lo “sviluppo” ed ha sempre servito lo scopo di affermare uno stile sempre più personale:
Si parte dalla scelta della pellicola, si impostano i rapporti, si sceglie la luce ideale, la posizione ideale e, una volta scattato, si procede alla prima modifica chimica del rullino.
Ognuno di questi passi sono parte imprescindibile del processo creativo dell’ autore e, qualora ve lo stesse chiedendo, lo stesso accade con la fotografia digitale, sostituendo la pellicola con sensore e iso e lo sviluppo chimico con i programmi di postproduzione che avete a disposizione.


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